Vittorio Sgarbi presenta il libro “Piene di grazia” a Spazio Krizia

Un viaggio alla scoperta della bellezza femminile così come l’ha celebrata l’arte: giovedì 24 novembre alle ore 18,30 verrà presentato allo Spazio Krizia di via Manin 21 a Milano, il nuovo libro di Vittorio Sgarbi, Piene di Grazia. I volti della donna nell’arte, edito da Bompiani e in libreria dal 16 novembre.
Ne parleranno con l’autore Maria Luisa Agnese, Gillo Dorfles e Armando Torno. Letture dal testo di Sabrina Colle. Corredato da utili indici di nomi e di immagini e ampiamente illustrato, è il brillante racconto di come è stata rappresentata la donna nell’arte, dal Rinascimento ad oggi, secondo le scelte personali (soprattutto per quello che riguarda il tempo più recente, dal Barocco in poi) dell’autore.
La disamina è puntuale, acuta, mai banale né risaputa, il linguaggio accattivante, senza ombra di pedanteria, come in ogni scritto di Sgarbi. Si va dalle donne “piene di grazia” e santità della pittura cristiana alle donne rimpiante (Ilaria del Carretto) e in ogni caso beneamate (mogli e amanti), maltrattate o angelicate, esotiche o fatali, popolane o gentildonne: da Cimabue a Piero della Francesca a Leonardo, Raffaello, Parmigianino, Artemisia Gentileschi, Vermeer e Caravaggio, sino a Picasso, Murillo e Balthus.
Non mancano a ravvivare il discorso, digressioni letterarie o musicali, né, naturalmente, punte di vena polemica, per esempio contro la pessima abitudine invalsa di staccare gli affreschi e toglierli dall’ambiente per cui sono stati creati. Ma la nota vincente è sempre l’omaggio alla bellezza e alla seduzione femminile.
Così ne parla Vittorio Sgarbi:
Possiamo immaginare che un libro sui volti della donna sia in realtà un libro sulla storia dell’arte e sulla storia della letteratura, e che io possa raccontare figure di donne che, nella dimensione della creatività, vanno anche oltre la corporeità – come le sante, con la loro iconografia, e le eroine mitologiche. Il mondo femminile nell’arte consente riflessioni, discussioni, e questo libro lo documenta con una serie di esempi che indicano l’arte, il mistero e la seduzione che dalla donna escono, e che rendono la figura femminile anche immateriale. Non è soltanto carnalità o sensualità, o attrazione della bellezza; la figura femminile è simbolo di sogni e desideri, è un’immagine evanescente, che non si riesce mai a raggiungere fino in fondo: è il sogno, è la speranza, è il desiderio. Chi leggerà questo libro non farà fatica a vederlo come uno strumento che al tempo stesso determina la curiosità e si avvicina a risolverla, come se tanti accostamenti, tante illustrazioni di opere d’arte, tanti commenti a testi poetici, potessero se non risolvere quantomeno illuminare il mistero della donna. Un libro di storia dell’arte potrebbe essere quasi esclusivamente un libro sulla donna, tanta è la quantità di opere che la donna ha ispirato dal mondo antico al mondo moderno. Perché la donna è il tema più discusso, più affrontato, più considerato e desiderato fra tutte le manifestazioni letterarie e artistiche dell’uomo
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