«La felicità costa un gettone», storia del rock ’n’ roll in Italia
Tra gli eventi collaterali del Biografilm Festival, ecco la presentazione delle pagine sul rock’ n’ roll “de noantri”.
Voce e organo degli Illuminati, apprezzato autore di Beat italiano e profondo conoscitore delle subculture giovanili, Tiziano Tarli racconta l’evoluzione musicale nell’Italia del dopoguerra, attraverso aneddoti di gusto e testimonianze di prestigio.
Il libro analizza complessi e “urlatori”, locali come il Santa Tecla di Milano, manifestazioni come il Festival del rock’ n’ roll, trasmissioni come Il Musichiere e film come i “musicarelli”, costruiti su misura per promuovere canzoni e cantanti e spesso dalla trama banale e persino risibile.
E ancora: il blue jeans come simbolo di ribellione e il juke box e i nuovi balli come strumento di libertà e partecipazione.
A impreziosire il volume centinaia di foto a colori e 8 tracce d’epoca su vinile, tra cui Ciao ti dirò di Gaber, Coccinella di Ghigo e Oh mamma voglio l’uovo alla coque di Clem Sacco.
1 Commento
[...] che condivideva la musica al bar e nei luoghi di ritrovo. Altro che internet. Si chiamavano jukebox ed erano delle apparecchiature che, inserendo una moneta, riproducevano i brani musicali scelti [...]